Recensione del libro The Four Hour Work Week di Tim Ferriss

Sono passati ormai molti anni da quando “The 4-hour work week” è stato pubblicato, ed ha raggiunto un enorme successo.

Mentre sfoglio la mia copia dell’edizione inglese di “Quattro ore a settimana”, comprata in autogrill (!) verso un viaggio al mare nel luglio del 2008, vedo le pagine ingiallite, centinaia di frasi sottolineate, disegni e grafici realizzati in ogni dove.

Sì perchè questo libro è speciale, ed è forse quello che più ha fatto sognare leggendolo.

Divorato in spiaggia, sotto il sole della Puglia. Riletto decine di volte dal 2008 in poi.

Perchè direte voi?

Se non l’avete letto, è uno di quei libri fondamentali nella storia di una persona. Non mi stupisco infatti che venga menzionato molto spesso nel bellissimo podcast Italian Indie, curato da Samuele Onelia, come libro che ha cambiato il modo di pensare dell’intervistato di turno.

Vediamo quindi di fare un recensione “postuma”, un po’ in ritardo se vogliamo, perchè sono convinto che moltissime persone che non hanno mai letto questo libro avrebbero molto da trovare nelle sue pagine.

Ci sono anche molte di quelle che io chiamo “americanate”, scritte perlopiù per intrattenere chi legge, dato che il personaggio, Tim Ferriss, è davvero stravagante.

I concetti che però mi porto ancora dietro oggi sono i seguenti.

La pensione è solo un assicurazione per il caso peggiore

Concetti chiave:

  • Considerare come obiettivo la pensione presume che non ti piaccia il lavoro che fai, e che occuperà gli anni migliori della tua vita.
  • In Italia, come all’estero, nella maggior parte dei casi l’importo della tua pensione sarà molto meno di quanto immagini. Questo perchè come dimostrato più e più volte, è un sistema che non ha fondamenta.
  • Chi ora una pensione molto alta o ha avuto molta fortuna, o è un gran lavoratore, ha lavorato molti anni o comunque ha dato molti contributi. E indovina cosa fanno queste persone? Nonostante siano pensionate, lavorano. Perchè? Perchè sono terribilmente annoiate dal non far niente, dopo decenni di lavoro.

Quindi?

Cerca il lavoro che ti piace così tanto da non considerarlo un lavoro. Non pensare a lavorare per avere una pensione, quella sarà una conseguenza, ma considerala un ultima spiaggia. L’obiettivo è costruire nel corso della vita degli strumenti di rendita funzionanti in modo tale che la pensione non ti serva, degli asset che continueranno ad essere profitable anche quando non ci lavorerai direttamente.

Focalizzati sul fare di meno per ottenere di più

Concetti chiave:

  • Sii produttivo al posto di essere occupato.
  • Concentrati nel fare un lavoro nel minor tempo possibile, senza risentirne in qualità. Inutile impiegare 8 ore per un lavoro che se fatto nel miglior modo richiede 2 ore. Non sentirti “poco produttivo” se le altre 6 ore rimanenti le utilizzi per altro.
  • Legge di Parkinson: se per un lavoro hai a disposizione 6 ore, ci impiegherai 6 ore. Se invece hai a disposizione 3 ore, farai lo stesso identico lavoro in 3 ore.
  • Stai inventando cose da fare per evitare di fare le cose veramente importanti? Sei produttivo, o semplicemente attivo?
  • Cosa faresti se avessi un attacco di cuore oggi e a partire dal prossimo mese potrai solo lavorare due ore al giorno? E se fossero solo due ore a settimana?
  • Qual’è la singola cosa che puoi fare oggi perchè la giornata abbia avuto un senso, per cui sei soddisfatto di quello che hai fatto?
  • Non è mai il momento giusto

Chi aspetta il momento giusto per agire resterà sempre ad aspettare il momento giusto, perchè questo non arriverà mai.

La legge di Pareto

Utilizza la legge di Pareto (il famoso 80/20) per eliminare l’80% delle attività che generano il 20% della revenue. Focalizzati sul 20% delle attività che generano l’80% dei tuoi guadagni.

Elimina l’80% delle attività che ti fanno semplicemente sentire attivo, anziché produttivo.

La dieta di informazioni

Esci dal tunnel della massa di informazioni che ogni giorno ti travolge:

  • Utilizza uno dei molteplici programmi che consentono di proibire al tuo computer di aprire determinati siti web. Inserisci tutti i siti che visiti e che non hanno a che fare con il lavoro.
  • Non leggere i giornali, non leggere i siti inutili.
  • Dedica degli slot di tempo per controllare l’email. Se sei come me ed il tuo lavoro dipende interamente dall’interazione via email, crea cartelle dedicate nella casella, e focalizzati solo su di esse.
  • Disattiva tutte le notifiche del computer, specialmente quelle delle email.
  • Fai lo stesso sul tuo iPhone / Android / tablet.
  • Leggi l’email quando vuoi tu, non quando arriva un messaggio. Non lasciare che ogni messaggio ti possa distrarre.
  • Lo stesso se usi un software di IM come Slack / Skype / etc. Disattiva le notifiche a meno che una persona menzioni direttamente il tuo nome.

Impara a dire no

Non tutti i clienti sono uguali, a volte è necessario rinunciare ad un cliente se questo porta una percentuale significativa di problemi (regola 80/20).

Gli errori più comuni in cui puoi incappare

  • Perderti nel lavorare solo per il gusto di lavorare
  • Perdersi nell’inviare email
  • Dedicarsi a problemi che possono essere facilmente delegati
  • Rispondere più volte ad email che possono essere risposte autonomamente dai clienti creando una pagina di domande e risposte
  • Non avere un ufficio dedicato, una parte dedicata della casa, o non smetterai mai di lavorare perchè il tuo ufficio è la tua casa
  • Essere troppo puntiglioso e cercare la perfezione anche quando “abbastanza buono” è già abbastanza.
  • Rendere urgenti questioni che in realtà non sono urgenti, come scusa per tornare al lavoro
  • Vedere un prodotto, lavoro o progetto come l’unica cosa che occupa la tua vita

Esternalizza ed automatizza

Tutto quello che è esternalizzabile, deve essere esternalizzato, se ci sono le risorse finanziarie per farlo, se il budget lo consente.

Cerca di automatizzare tutto quello che è automatizzabile, in modo che il tuo business possa funzionare anche senza di te.

L’obiettivo finale è rimuovere te stesso dagli ingranaggi del tuo business.

Conclusione, e cosa ci azzecca questo libro con il web marketing?

Sono convinto che chiunque possa trovare ispirazione da questo libro, che sia un freelancer, un autonomo, un impiegato, socio di una piccola società.

Soprattutto, aiuta a creare quella particolare sensazione di “ce la posso fare” che magari non ti era mai capitato di avere. Aiuta a guardare oltre i preconcetti o quello che pensiamo di dover fare, ed ad espandere i limiti che pensiamo siano stati creati intorno a noi.

Il titolo può essere un “falso amico”, nel senso che l’obiettivo non è mai lavorare 4 ore alla settimana, ma svolgere in 4 ore quello che prima ne richiedeva 40 attraverso una gestione intelligente del lavoro.

Nelle restanti ore che adesso hai liberato, potrai occuparti di qualcos’altro, che può trattarsi di un altro lavoro. Lo stesso scrittore non si è certo ritirato, ma ha continua produzione di idee, progetti, blog, podcast.. è super attivo.

Il libro si applica alla grande a qualsiasi lavoro online, web marketing / digital marketing compreso, a partire dalla dieta di informazioni, essenziale, passando per la legge di Pareto e la legge di Parkinson, che non sono state introdotte da questo libro ma qui vengono esposte in maniera davvero chiara e ricche di esempi significativi.

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